Legge 219/2017

DAT: cosa sono le Disposizioni Anticipate di Trattamento

Le DAT spiegate con chiarezza: cosa sono, chi può farle, cosa contengono e che valore hanno secondo la Legge 219/2017.

Redazione Aevya4 min di lettura
DAT: cosa sono le Disposizioni Anticipate di Trattamento

Dietro all'acronimo DAT si nasconde una definizione burocratica che può sembrare fredda: Disposizioni Anticipate di Trattamento. In realtà, questo termine racchiude lo strumento più umano e protettivo che l'ordinamento ci mette a disposizione. È il nome corretto e ufficiale di quello che nel linguaggio di tutti i giorni chiamiamo testamento biologico o biotestamento.

In parole semplici, le DAT sono un documento formale che ti permette di esprimere oggi, in modo consapevole e dettagliato, le tue preferenze e i tuoi rifiuti rispetto alle cure mediche future, nel caso in cui un giorno un incidente o una malattia dovessero impedirti di comunicare direttamente con i medici.

Il cuore della Legge 219/2017: un diritto che attraversa il tempo

Per capire a fondo il valore di questo documento, occorre fare un passo indietro e guardare alle fondamenta della nostra legislazione. Nel 2017, l'Italia ha introdotto la Legge 219, una norma nata per tutelare il diritto al consenso informato. Il principio che la guida è tanto semplice quanto profondo: nessun trattamento sanitario, nessuna terapia e nessun esame possono essere iniziati o portati avanti senza che tu abbia dato il tuo consenso libero, informato e consapevole.

Le DAT fanno una cosa straordinaria: prendono questo diritto fondamentale e lo proiettano nel futuro. Fanno in modo che le tue decisioni non svaniscano nel momento in cui dovessi perdere la capacità di esprimerti, ma rimangano valide, forti e vincolanti per l'equipe medica che ti avrà in cura.

Chi può redigere le DAT? La risposta è immediata: ogni persona che sia maggiorenne e che si trovi nella capacità di intendere e di volere.

Un errore comune è pensare che il testamento biologico sia qualcosa a cui dedicarsi solo in età avanzata o quando si riceve una diagnosi difficile. Al contrario, il momento migliore per riflettere sulle proprie DAT è proprio quando si sta bene, quando la mente è lucida, serena e libera dalle pressioni emotive che inevitabilmente accompagnano i momenti di emergenza o di malattia. È una scelta di responsabilità verso se stessi e verso chi si ama, da fare con calma, un passo alla volta.

Cosa si scrive, concretamente, all'interno del testo

Esplorando la struttura delle DAT, ci si accorge che il documento accoglie tre elementi fondamentali che si intrecciano tra loro per dare una fotografia fedele del tuo pensiero.

Il primo elemento riguarda le tue volontà terapeutiche specifiche: puoi indicare a quali accertamenti diagnostici o trattamenti sanitari desideri sottoporti e quali, invece, preferisci rifiutare.

Il secondo aspetto, spesso il più prezioso, riguarda l'espressione dei tuoi valori profondi e delle tue convinzioni. Spiegare cosa significhi per te vivere dignitosamente, o descrivere come la tua filosofia di vita orienti queste scelte, aiuta i medici a interpretare le tue disposizioni scritte non come un freddo elenco di no e di sì, ma come l'espressione autentica della tua identità.

Infine, all'interno delle DAT puoi nominare il tuo fiduciario. Si tratta di una persona di tua assoluta fiducia che accetta il compito di fare da tramite tra te e i medici, firmando i consensi e assicurandosi che ogni tua volontà venga rispettata come se fossi tu stesso a parlare.

Il valore legale: i medici devono rispettarle?

Sì, la legge stabilisce chiaramente che il medico è tenuto a rispettare le volontà espresse nelle DAT. Esistono tuttavia delle tutele eccezionali, pensate proprio per proteggere la tua vita e la tua salute in situazioni particolari.

Il medico, sempre in pieno accordo con il tuo fiduciario, può decidere di non applicare una specifica disposizione scritta solo in casi ben definiti: se le indicazioni appaiono palesemente incongrue rispetto alla situazione clinica attuale, oppure se nel frattempo la scienza medica ha sviluppato nuove terapie, imprevedibili al momento della firma del documento, capaci di offrire concrete e reali possibilità di miglioramento o di guarigione. È un equilibrio delicato che unisce il rispetto assoluto della tua libertà alla tutela della tua salute.

DAT, biotestamento, testamento biologico: facciamo chiarezza sui termini

Davanti a parole diverse si può generare un po' di confusione, ma la realtà è molto semplice: sono tre modi diversi per chiamare lo stesso identico documento. "DAT" è la formula scelta dalla legge, mentre "testamento biologico" e "biotestamento" sono le espressioni nate spontaneamente nel linguaggio comune.

C'è un'unica, fondamentale distinzione da fare: non bisogna mai confondere il testamento biologico con il testamento patrimoniale, quello che regola la successione dei beni e dell'eredità. Si tratta di percorsi completamente separati, così come è ancora diverso il concetto di eredità digitale, che si occupa invece della gestione e della tutela dei tuoi account, delle tue password e delle tue memorie virtuali.

Un percorso sereno, insieme ad Aevya

Affrontare questi temi richiede tempo, delicatezza e un ambiente protetto. Con Aevya puoi iniziare a riflettere sulle tue scelte di cura senza alcuna fretta, lontano dalle formalità degli uffici pubblici.

La nostra piattaforma ti guida passo dopo passo nella stesura di una bozza riservata. Potrai usare le tue parole, modificare le frasi ogni volta che vorrai e rileggere i testi con calma, finché non sentirai che ogni riga descrive esattamente chi sei. Solo quando ti sentirai pronto, ti aiuteremo a capire come trasformare quella bozza in un documento ufficiale. Scopri lo spazio delle tue volontà di cura.


Articolo informativo, non sostitutivo di consulenza legale o medica. Fonte: Legge 22 dicembre 2017, n. 219; Ministero della Salute.

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